Circolare 195

Circ. n. 195 – Caso di scabbia – indicazioni operative

Circ. n. 195 - Caso di scabbia - indicazioni operative

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Oggetto: caso di scabbia nella scuola, informazioni ed indicazioni

Si riporta di seguito quanto ricevuto dalla ASL 5 di Pisa.
La scabbia è una malattia della pelle causata da un parassita, l’acaro della scabbia, che scavando nella cute provoca lesioni cunicolari arrossate e intensamente pruriginose, soprattutto di notte. Le zone prevalentemente interessate sono gli spazi tra le dita delle mani e dei piedi, la superficie flessoria dei polsi e dei gomiti, la regione ascellare, glutea e genitale. Nei bambini di meno di due anni l’eruzione è spesso vescicolosa e localizzata sulla testa, collo, palmo delle mani e pianta dei piedi.
La parassitosi si trasmette mediante stretto contatto cutaneo personale prolungato (almeno 15-20 minuti)
con una persona infetta o in seguito alla condivisione del letto, del divano o di tutto ciò che è fatto di stoffa, infatti, poiché i parassiti sopravvivono anche 3-4 giorni nell’ambiente al di fuori della pelle, la trasmissione indiretta attraverso tessili, abiti (come divise, giacche o grembiuli) o altri effetti personali è meno probabile ma possibile.
Pur non provocando particolari conseguenze cliniche è fastidiosa per l’intenso prurito e favorisce l’insorgenza di lesioni da grattamento e possibili sovrapposizioni batteriche.
Il periodo di incubazione è di circa 2-8 settimane.
La contagiosità inizia nel periodo precedente all’insorgenza dei sintomi e perdura finché il soggetto non viene trattato. I soggetti infetti sono allontanati dalla scuola, dal lavoro e dagli ambienti collettivi fino al
giorno successivo a quello di inizo del trattamento, cioè fino a quando non sono più contagiosi.
Per chi ha la scabbia e per i contatti stretti (ad esempio i familiari/conviventi), oltre ad eseguire la terapia medica contemporaneamente al caso, come stabilito dalla Circolare “Misure di profilassi per esigenze di Sanità Pubblica” n°4 del 13 marzo 1998, si raccomandano alcune misure igieniche al fine di contenere la diffusione della malattia:
– lavare e asciugare la biancheria da letto e gli indumenti utilizzando acqua calda (a temperatura maggiore di 60°C) e asciugando alla luce diretta del sole, con un ciclo di asciugatura a caldo o con un lavaggio a secco;
– tenere da parte per una settimana i vestiti non lavabili con acqua calda, per evitare reinfestazioni;
– sigillare gli oggetti che non possono essere lavati in un sacchetto di plastica per una
settimana per favorire l’eliminazione degli acari;
– pulire e spazzare le stanze o passare l’aspirapolvere il cui sacchetto va immediatamente
gettato;
– disinfettare materassi e ambienti domestici con strumenti a getto di vapore.
Ricordando che non sono giustificati interventi straordinari sulla struttura, quali la chiusura o la disinfestazione, e che la scabbia è diffusa in tutto il mondo e colpisce tutti, indipendentemente dalla stirpe, dall’etnia, dalla classe sociale, dall’età, dal genere e dall’igiene personale, si raccomanda:
– la sorveglianza clinica facendo attenzione all’insorgenza di prurito o lesioni sospette
nelle prossime settimane almeno fino al 29/03/2026;
– qualora insorgessero prurito o lesioni di rivolgersi tempestivamente al pediatra o al
medico curante informandolo di un possibile pregresso contatto con la scabbia;
– di seguire le stesse indicazioni igieniche sopra riportate in caso di utilizzo in comune
di tessili come indumenti, grembiuli giacche e divise, materassi e materassini in tessuto
per le attività sportive, sedute o altro materiale idoneo per la trasmissione.

IL DIRIGENTE SCOLASTICO
(Prof. Salvatore Caruso)

 

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